Il team tecnico di SMG GROUP è esperto nei processi di affinazione dell’acciaio e vanta una vasta esperienza in progetti completi di affinazione ad altoforno. In base alle diverse esigenze dei clienti, SMG GROUP può offrire soluzioni personalizzate e collaudate per l’affinazione dell’acciaio, soddisfacendo pienamente le loro necessità.
L’affinazione ad altoforno (converter steelmaking) utilizza come principali materie prime la ghisa, i rottami d’acciaio e le leghe ferrose; non richiede fonti energetiche esterne e sfrutta il calore fisico della ghisa stessa e le reazioni chimiche tra i componenti della ghisa per portare a termine il processo di affinazione all’interno dell’altoforno.
Gli altiforni si distinguono in acidi e basici a seconda del materiale refrattario utilizzato; in base al punto di soffiaggio del gas all’interno del forno, possono essere a soffiaggio dall’alto, dal basso o laterale; infine, in base al tipo di gas impiegato, si dividono in altiforni ad aria e altiforni ad ossigeno. Gli altiforni basici ad ossigeno con soffiaggio dall’alto e con soffiaggio combinato dall’alto e dal basso sono attrezzature di affinazione molto diffuse, grazie alla loro elevata velocità di produzione, alla grande capacità produttiva, ai volumi unitari elevati, ai costi contenuti e agli investimenti ridotti. Gli altiforni sono principalmente impiegati nella produzione di acciaio al carbonio, di acciai legati e nella fusione di rame e nichel.
In genere, l’altoforno ad ossigeno con soffiaggio dall’alto rappresenta l’attrezzatura di affinazione più comune tra gli altiforni. L’intero processo procede come segue:
Per prima cosa si caricano nel forno i rottami d’acciaio e altri materiali; quindi si versa la ghisa e si aggiungono quantità appropriate di materiali fondenti (come la calce viva). Dopo il caricamento, si inserisce dall’alto del forno una lancia per l’ossigeno, che soffia un flusso di ossigeno ad alta pressione (con purezza superiore al 99%), facendo così avvenire direttamente sulla ghisa ad alta temperatura una reazione di ossidazione che consente di eliminare le impurità. Sostituire l’aria con ossigeno puro permette di ovviare al problema della fragilità dell’acciaio causata dall’azoto presente nell’aria, nonché di evitare la perdita di calore dovuta all’espulsione dell’azoto. Una volta rimossa la maggior parte di zolfo e fosforo e raggiunti i valori desiderati di composizione e temperatura della ghisa, si interrompe il soffiaggio, si solleva la lancia e si prepara l’uscita dell’acciaio. Durante l’uscita, si inclina il forno: la ghisa scorre attraverso lo sportello di uscita verso il crogiolo, dove si aggiungono agenti deossidanti per la deossidazione e per la regolazione della composizione. Una volta verificata la conformità della ghisa, questa può essere colata in getti o lingotti; i lingotti, a loro volta, possono essere laminati per ottenere vari tipi di prodotti siderurgici.